ricorderete forse che sono il matto che sta cercando con due amici meccanici di rianimare una Flavia Berlina 1964 rimasta trent'anni in un campo.

Anche grazie alle tante indicazioni ricevute, ci stiamo orientando -per il nuovo colore da usare- sul Turchese Mereveld; ho scritto in un post precedente che tutti e tre abbiamo escluso dall'inizio per motivi diversi - tra cui l'abbinamento con gli interni che abbiamo trovato - tutti i grigi pastello, il viola Mirabello, il bianco Saratoga e il nero; non avendo gli interni grigi (per il Blu Lancia) resta per l'appunto il Turchese Mereweld, o meglio Mereveld.
A proposito di questo colore, che a noi piace moltissimo e del quale abbiamo trovato esempi fotografici nel web per molte Fulvia Coupè ma pochissime se non nessuna Flavia berlina, vi segnalo una curiosa doppia ipotesi sulla provenienza del nome del colore, Mereveld per l'appunto.
Nel forum Amici Fulvia si legge una poetica e romantica ipotesi sul nome del Turchese, come proveniente dal luogo di nascita del pittore Vermeer...
"...un azzurro così particolare che pochi fulvisti riconoscono. Il perché? E’ semplice: bisogna vivere sul mare, e bisogna sapere di cosa si parla quando si parla di nottata. Il problema deriva dal fatto che quel colore è preso dal mare solo quando la luce è calata, sta per entrare la nottata, non più luce, ma non ancora buio, o quando dalla nottata si sta per uscire, non ancora luce, ma non più nottata. In quell’istante appare il mare, se calmo, del color turchese Mereveld, un azzurro unico da cogliere prima che la luce solare sia troppa o che sia troppo poca. Li, in quell’istante, per chi vive sul mare, a guardarlo dall’alto, appare inequivocabilmente, nell’ingresso o passata la nottata, il turchese Mereveld, quel preciso colore che colora una delle più belle, forse la più bella fulvia del forum, quella di Franato.
Già, direte voi, e chi non abita sul mare? Come fare? Semplice, seguite il nome, Mereveld, adottato dal dotto e raffinato colorista Lancia. Mereveld, sobborgo di Utrecht, è stata patria di uno strepitoso artista che usò esattamente quel colore per illustrare quel tipo di turchese, quell’azzurro intenso e soffuso, malinconico e dolce: Jan Vermeer. Ecco la sua “Donna dall’orecchino di perla”. Guardate la fascia del copricapo: ecco il turchese Mereveld..."

Sinceramente io pensavo invece che la gamma colori dell'epoca avesse i nomi ... degli ippodromi ( ovviamente penso di aver "scoperto" ora quello che voi Lancisti di lungo corso sapete da anni, e cioè che nel catalogo colori Flavia i nomi di fantasia sono TUTTI ippodromi attivi e funzionanti negli anni '60: Newmarket, Epsom, Mereveld, Vincennes, Saratoga, Cascine! ).
Resta però il fatto che la spiegazione dei Fulvisti è moooolto più accattivante (tranne ovviamente che per gli appassionati di ippica!), anche se clamorosamente errata anche dal punto di vista storico (sigh!) perchè Vermeer è nato vissuto e morto a Delft e non a Utrecht/Mereveld - località che distano una settantina di chilometri.
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Paolo