Riflessione
Inviato: 28 giu 2013, 11:13
Cari montecarlisti concedetemi una riflessione.
Vagando su internet e leggendo nei vari forum mi accorgo ogni giorno che alcuni proprietari di Lancia Beta Montecarlo, vecchi e nuovi che siano, applicano supplementi di carrozzeria sulle fiancate e sul retro/frontale. A mio giudizio, del tutto personale e quindi discutibile, quella di apportare una modifica tanto invasiva credo non sia una scelta ponderata e di gusto, in quanto finisce con il rendere assettata un'auto che di per sé non ha bisogno di alcuna applicazione di questo genere. Ogni auto, che sia stata studiata approfonditamente, ha delle caratteristiche tecniche, ma soprattutto estetiche dalle quali non si può prescindere e che sono il risultato di un lavoro coerente, finalizzato e rispondente alle leggi dell’armonia. A prescindere dal fatto che la Montecarlo sia uscita dalla galleria del vento, immagino che supplementi di carrozzeria sarebbero superflui in quanto alterano un equilibrio al quale si è approdati dopo schizzi, progetti, studi e prove che si sono influenzati reciprocamente. Ammetto che su alcune auto queste modifiche producano sorprendenti effetti visivi, ma sulla Montecarlo il risultato è spesso contraddittorio e stridente: il motivo è semplice. La Montecarlo ha una peculiare forma a cuneo e per di più ha la parte anteriore e quella posteriore tronche e tendenti a movimenti verso l'alto: come si può zavorrare un'automobile con paraurti inclinati e tanto rialzati da terra rispetto all'altezza complessiva dell'auto? Inoltre, a differenza di tante altre auto d'epoca, nella Montecarlo è presente un uso del colore per niente trascurabile: il nero delle plastiche che contrasta la tinta della carrozzeria è un botta e risposta talmente ripetuto da rendere quest'auto “bicroma”. In quest'ottica, abbassare ulteriormente la fiancata con applicazioni varie creerebbe uno squilibrio tra i due colori, oltre ad appesantire otticamente la linea generale dell'auto. Pertanto, la Lancia Beta Montecarlo è come una bella donna che non è mai dovuta entrare in un centro estetico: va apprezzata così come mamma l’ha fatta.
A. C.
Vagando su internet e leggendo nei vari forum mi accorgo ogni giorno che alcuni proprietari di Lancia Beta Montecarlo, vecchi e nuovi che siano, applicano supplementi di carrozzeria sulle fiancate e sul retro/frontale. A mio giudizio, del tutto personale e quindi discutibile, quella di apportare una modifica tanto invasiva credo non sia una scelta ponderata e di gusto, in quanto finisce con il rendere assettata un'auto che di per sé non ha bisogno di alcuna applicazione di questo genere. Ogni auto, che sia stata studiata approfonditamente, ha delle caratteristiche tecniche, ma soprattutto estetiche dalle quali non si può prescindere e che sono il risultato di un lavoro coerente, finalizzato e rispondente alle leggi dell’armonia. A prescindere dal fatto che la Montecarlo sia uscita dalla galleria del vento, immagino che supplementi di carrozzeria sarebbero superflui in quanto alterano un equilibrio al quale si è approdati dopo schizzi, progetti, studi e prove che si sono influenzati reciprocamente. Ammetto che su alcune auto queste modifiche producano sorprendenti effetti visivi, ma sulla Montecarlo il risultato è spesso contraddittorio e stridente: il motivo è semplice. La Montecarlo ha una peculiare forma a cuneo e per di più ha la parte anteriore e quella posteriore tronche e tendenti a movimenti verso l'alto: come si può zavorrare un'automobile con paraurti inclinati e tanto rialzati da terra rispetto all'altezza complessiva dell'auto? Inoltre, a differenza di tante altre auto d'epoca, nella Montecarlo è presente un uso del colore per niente trascurabile: il nero delle plastiche che contrasta la tinta della carrozzeria è un botta e risposta talmente ripetuto da rendere quest'auto “bicroma”. In quest'ottica, abbassare ulteriormente la fiancata con applicazioni varie creerebbe uno squilibrio tra i due colori, oltre ad appesantire otticamente la linea generale dell'auto. Pertanto, la Lancia Beta Montecarlo è come una bella donna che non è mai dovuta entrare in un centro estetico: va apprezzata così come mamma l’ha fatta.
A. C.